Quando parliamo di “performance” di un sito web dobbiamo inevitabilmente riferirci a ciò che in gergoene defi vinito Page Speed e come accennato nello scorso articolo sulle best practices del seo audit, se vogliamo ottenere il massimo risultato dobbiamo sforzarci di guardare il nostro lavoro di ottimizzazione dal punto di vista del motore di ricerca. In questo caso, Google (come altri motori di ricerca) considera la velocità sito, ovvero il tempo di caricamento di una pagina web, come un fattore che  incide su quella che viene definita la User Experience. Se lo scopo del motore di ricerca è quello di offrire un servizio ai sui utilizzatori, proponendo una classifica di risposte alle loro domande attraverso un indice di pagine web che trattano l’argomento ricercato è logico che tra i fattori che determinano il posizionamento sia considerato, oltre al contenuto stesso, anche la sua fruibilità. Se tra le risposte che ci vengono offerte, scegliendone una e cliccandoci, dovessimo attendere 15 secondi prima di visualizzare il contenuto di quella pagina web non potremmo certo considerarla un’esperienza piacevole e di sicuro, torneremmo indietro ai risultati di ricerca per sceglierne un altro nella speranza di poterlo visualizzare in tempi accettabili.

Quando i motori di ricerca scansionano un sito web attraverso i loro BOT non fanno altro che emulare l’attività di navigazione umana, di conseguenza, una pagina con un basso valore di page speed potrebbe essere in un certo senso penalizzata in quanto il motore di ricerca, mettendosi nei panni di un suo utilizzatore, tende a ritenere sconveniente offrire come risultato una pagina con problemi di caricamento dovuti ad una bassa velocità del sito che non farebbe altro che innervosire il navigatore stesso portandolo ad abbandonare quel risultato per cercarne un altro. La verifica del page speed viene effettuata dai motori di ricerca sia per la navigazione desktop (PC/Notebook) che per la navigazione Mobile (Smartphone e Tablet).

Come fare un Page Speed Test del proprio sito

I migliori servizi gratuiti che offrono la possibilità di effettuare Page Speed Tests del proprio sito sono, senza ombra di dubbio, al primo posto il servizio offerto dallo stesso Google ovvero il Page Speed Insight di Google e a seguire GTmetrix. Entrambi offrono la possibilità di scansionare ogni singola pagina del sito e al termine della scansione, dopo aver fornito il rating del Page Speed, elencano una serie di ottimizzazioni da effettuare per ottenere un miglioramento della velocità sito.
L’ottimizzazione di un sito web lato SEO non può escludere l’attività di miglioramento dei tempi di caricamento delle pagine.

Google Page Speed Insights

Google Page Speed

GTmetrix

gtmetrix

I fattori che influiscono sul Page Speed

I fattori che determinano la velocità di caricamento del sito sono molteplici, per l’esattezza dovrebbero essere 27 ma in questo articolo vorrei evidenziare quelli che sono i più comuni punti di debolezza riscontrati nella maggior parte dei siti web dopo la loro messa online. Molti web designer si concentrano sulla parte grafica e sulla navigabilità del sito senza tener conto che queste componenti, per quanto abbiano un importanza dal punto di vista estetico e quindi incidano sulla soddisfazione del cliente, sono solo una parte della riuscita di un pogetto web. Un negozio online bello ma lento nel caricamento delle pagine convertirà sicuramente meno di uno snello e agile nella navigazione, evitando che il potenziale acquirente perda fiducia a causa della lentezza del sito.

Velocità di risposta del Server

Questo è uno dei fattori che dipendono da scelte che non hanno niente a che vedere con la costruzione del sito web, e nella maggioranza dei casi dipende da un’analisi preliminare grossolana. Se dobbiamo mandare online un “sito vetrina”, la scelta della tipologia di servizio di Hosting, per un progetto web dalle basse aspettative che ha il solo scopo di far approdare un’azienda sul web, ricadrà molto probabilmente su un Hosting condiviso presso il nostro provider di fiducia. Il nostro sito andrà a condividere le risorse presenti su un server con qualche altro centinaio di siti (se siamo fortunati) e le prestazioni del nostro sito web, in questo caso potrebbero dipendere dai nostri co-inquilini. Tutti sotto lo stesso tetto a condividere CPU(Processori), RAM e Banda. Se il progetto web è consistente, in molti casi è preferibile avere a disposizione le proprie risorse abbassando così il tempo richiesto per caricare il codice HTML, i CSS e i file Javascript e mostrare il contenuto web.

Caricamento dei file JavaScript

Per caricare correttamente una pagina web, il browser che utilizziamo (Chrome, Explorer, Firefox, Opera…) deve analizzare il contenuto di tutti i tag <script> e questa operazione richiede tempo supplementare riducendo così il Page Speed della pagina. Intervenire su questa ottimizzazione consiste nel rimandare il caricamento di tutti gli <script> non indispensabili alla corretta visualizzazione del contenuto web fino al momento in cui non sia necessario.

Minificazione dei file .css e .js

La “minificazione” dei file .css e .js consiste nel fornire all’interprete del browser un codice compattato e quindi più veloce da caricare e che riduce il tempo di esecuzione. I fofli di stile .css di un sito web possono essere composti da decine di migliaia di righe e il browser deve interpretarle tutte per restituire la corretta visualizzazione di una pagina web. Compattare, ovvero minificare questi file significa ridurre il numero di righe che li compongono velocizzando così la loro lettura da parte del browser. Per ottimizzare questo fattore solitamente si utilizzano dei Plugin aggiuntivi che vengono installati sul nostro CMS (Content Management System), i quali eliminano tutte le righre non necessarie riducendo sia le dimensioni in Kbyte del file che il numero di righe dello stesso.

Ottimizzazione delle immagini

La componente grafica di un sito web come le slide, le immagini e le icone è certamente fondamentale per rendere un sito gradevole e accattivante ma dobbiamo tener conto del fatto che, le immagini che realizziamo con strumenti come Photoshop e Illustrator per quanto siano incredibili e belle da vedere, hanno un formato che aumenta notevolmente la dimensione dei file. Il file di un’immagine, oltre ai pixel che lo compongono, contiene tantissime altre informazioni non necessarie alla visualizzazione sul web. Tutte queste informazioni aumentano le dimensioni in Kbyte del file e quindi una riduzione del page speed nel suo caricamento. Ottimizzare le immagini, oltre che ridurre le dimensioni in pixel secondo le effettive necessità di visualizzazione, significa eliminare tutte quelle informazioni non necessarie alla visualizzazione sul web aumentando così la velocità sito.

Compressione Gzip

Quando un utente visita un sito web non fa altro che effettuare una chiamata al Server richiedendo i file che compongono il contenuto della pagina web per poterla visualizzare sul suo monitor. Più grandi sono questi file maggiore sarà il tempo di caricamento della pagina. Il modulo Gzip non fa altro che comprimere questi file prima di inviarli dal Server al browser riducendo i tempi di trasferimento e aumentando il Page Speed. Il modulo Gzip deve essere abilitato lato Server ed è necessario istruire il server tramite il file .htaccess per consentire il corretto invio di file compressi.

Browser Caching

Ogni volta che viene caricata una pagina web il browser deve scaricare tutti i file HTML, i CSS, Javascript e Immagini. Abilitare la cache del browser consente agli utenti di salvare sul loro dispositivo in locale parte dei file che dovrebbero essere caricati per visualizzare la pagina, evitando così al browser di inviare una richiesta che ad esempio era già stata elaborata pochi minuti prima. Se il nostro sito ha molti visitatori in contemporanea significa che il nostro server deve elaborare più richieste di invio dei file nello stesso momento e questo potrebbe rallentare la velocità sito. La cache del browser ha la possibilità, se riceve istruzioni dal Server, di contrassegnare il periodo di validità di determinati contenuti o pagine in modo da non richiederne sempre una nuova versione. Ad esempio il logo di un sito web che dovrebbe essere una di quelle parti che non cambia giornalmente, potrebbe essere salvata in locale sul dispositivo dell’utente  in modo che il suo browser non ne richieda l’invio. L’abilitazione del Browser Caching va effettuata lato server e richiede modifiche al file .htaccess ma garantisce un miglioramento delle prestazioni del sito e una migliore ottimizzazione SEO